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Le due maggiori catene di supermercati australiane interrompono la vendita di olio di krill, segnando un importante cambiamento nel mercato

Mercoledì, 02 Set, 2026

Le due più grandi catene di supermercati australiane hanno confermato che smetteranno di vendere integratori a base di olio di krill, segnando un’importante svolta di mercato lontano dai prodotti estratti dalla rete alimentare antartica.

Pochi giorni dopo che Coles Group ha fornito a Sea Shepherd una conferma scritta di non vendere più prodotti derivati dal krill nei suoi oltre 840 supermercati, anche Woolworths ha confermato di non vendere integratori a base di olio di krill.

Insieme, Woolworths e Coles rappresentano circa il 67% delle vendite alimentari nei supermercati a livello nazionale, secondo l’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC): gli integratori di olio di krill sono ora assenti da circa 2.200 punti vendita, pari a circa due terzi del mercato alimentare dei supermercati australiani.

Questa conferma estende alle coste australiane una svolta di mercato già in corso tra i principali rivenditori in Germania e nel Regno Unito.

La conferma di Coles è arrivata dopo che Sea Shepherd aveva osservato che diversi prodotti a base di olio di krill, precedentemente elencati sul sito del rivenditore, risultavano segnati come “attualmente non disponibili”.

La campagna di Sea Shepherd per la protezione del krill antartico

Lo sviluppo arriva in un contesto di crescente attenzione verso la pesca del krill antartico, alimentata anche da quattro spedizioni consecutive di Sea Shepherd nell’Oceano Antartico.

Durante queste campagne, Sea Shepherd ha documentato ripetutamente supertrawler industriali operare tra balene in alimentazione all’interno di un’area marina protetta proposta. Le prove raccolte in mare sono state successivamente presentate ai rivenditori, insieme alle preoccupazioni per l’indebolimento delle normative che regolano la pesca del krill in rapida espansione.

Il krill è una specie chiave nell’Oceano Antartico, capace di convertire l’energia catturata dal fitoplancton in una fonte alimentare che sostiene balene, pinguini, foche e innumerevoli altre specie. Le variazioni nella sua abbondanza possono ripercuotersi sull’intera rete alimentare antartica. Le evidenze scientifiche suggeriscono che la densità di krill attorno alla Penisola Antartica, dove si concentra gran parte della pesca commerciale, potrebbe essere diminuita fino all’80% dagli anni ’70.

Gran parte del pescato di krill antartico viene trasformato in olio di krill per l’uso in integratori alimentari di omega-3, nonostante la larga disponibilità di alternative, tra cui gli integratori di omega-3 derivati direttamente dalle alghe. A differenza dell’olio di krill, l’omega-3 a base di alghe non richiede l’estrazione industriale di fauna selvatica dalla rete alimentare antartica.

La nave di Sea Shepherd Allankay è rientrata dall’Antartide all’inizio di quest’anno dopo aver supportato il lavoro di un team indipendente di scienziati che studia la sovrapposizione tra la pesca del krill e le aree di alimentazione delle balene.

Alla fine del 2024, un’importante misura di conservazione che imponeva la distribuzione dell’attività di pesca del krill su un’area geografica più ampia è scaduta, dopo che i governi non sono riusciti a trovare un accordo sul suo rinnovo. La misura era pensata per ridurre il rischio di impoverimento localizzato. Senza queste restrizioni spaziali, lo sforzo di pesca può concentrarsi sempre di più in aree ecologicamente importanti, intensificando la pressione sulla fauna selvatica che compete per la stessa risorsa di krill.

All’inizio di quest’anno, l’otaria orsina antartica è stata classificata come “In Pericolo” dall’International Union for Conservation of Nature (IUCN), l’autorità globale sul rischio di estinzione. Il krill antartico è una componente fondamentale della dieta della specie.

I rivenditori di tutto il mondo si allontanano dai prodotti a base di krill

Gli sviluppi in Australia seguono le decisioni di importanti rivenditori internazionali di abbandonare i prodotti derivati dal krill, tra cui i rivenditori tedeschi dm-drogerie markt e Rossmann, e Holland & Barrett, tra i principali rivenditori di salute e benessere nel Regno Unito.

Nell’ottobre 2025, Holland & Barrett ha lanciato l’Antarctic Krill Pledge insieme a Sea Shepherd Global, un appello congiunto che invita i rivenditori a porre fine alla vendita di tutti i prodotti a base di krill.

Sebbene né Coles né Woolworths abbiano ancora firmato l’Antarctic Krill Pledge, Sea Shepherd sta incoraggiando i consumatori australiani a sollecitarli affinché formalizzino la propria posizione firmando l’impegno.

Scopri di più sulla Campagna Antarctic Defense di Sea Shepherd: https://www.seashepherd.ch/it-ch/campagne/antarctica-defense-7/

«Abbiamo già visto le forze di mercato allontanarsi decisamente dal krill nel Regno Unito e in Germania, e ora questo cambiamento è arrivato anche in Australia. L’Australia ha una forte cultura degli integratori, con un mercato degli omega-3 stimato in oltre 156 milioni di dollari. Quando rivenditori che rappresentano circa due terzi del mercato alimentare dei supermercati australiani non vendono olio di krill, questo invia un segnale potente al resto del settore retail australiano: i prodotti estratti dalla rete alimentare antartica non hanno più posto sugli scaffali dei supermercati.»

Peter Hammarstedt, Chief Campaigns Officer, Sea Shepherd Global.

Learn more about Sea Shepherd’s Antarctic Defense Campaign: https://www.seashepherdglobal.org/our-campaigns/antarctica-defense/

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